Il 2025 ha confermato il ruolo delle flotte aziendali come uno dei principali motori di trasformazione del settore automotive. Un anno in cui le flotte si sono fatte sempre più centrali per le imprese. Andiamo a vedere più in dettaglio com'è stato il 2025 e cosa ci può aspettare per gli anni a venire. Partiamo!
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Indice:
- Il 2025 delle flotte aziendali: i numeri che contano
- Elettrificazione: il 2025 come fase di maturità
- Normativa, fiscalità e nuove responsabilità per le imprese
- La traiettoria europea verso il 2030 e il 2035
- Il 2025 delle flotte aziendali: i numeri che contano
Nel corso del 2025 le flotte aziendali hanno continuato a rappresentare una componente stabile del mercato europeo. Oltre il 42% delle nuove immatricolazioni di veicoli leggeri è avvenuto tramite canali aziendali, come leasing, noleggio a lungo termine e acquisto diretto. La quota cresce ulteriormente includendo i veicoli commerciali leggeri, fino a superare due terzi delle nuove vendite complessive.
Il peso delle flotte emerge anche dai dati di utilizzo: i veicoli aziendali percorrono mediamente il doppio dei chilometri annui rispetto a un’auto privata, con effetti diretti su consumi, costi e pianificazione degli interventi. Nel trasporto merci, dove il 75% dei volumi viaggia su strada e l’età media dei mezzi supera i 14 anni, il rinnovo delle flotte rappresenta una fattore fondamentale per migliorare efficienza e sostenibilità.
- Elettrificazione: il 2025 come fase di maturità
I dati del 2025 raccontano un’elettrificazione entrata in una fase più consapevole, soprattutto nel canale fleet. Nei primi otto mesi dell’anno, nei principali Paesi europei sono state registrate oltre 535.000 immatricolazioni di veicoli elettrici aziendali, con una crescita media annua del 49% rispetto al 2020. Regno Unito, Germania e Belgio guidano il mercato, mentre l’Italia mostra volumi più contenuti accompagnati da ampie possibilità di sviluppo.
Anche l’offerta di prodotto ha raggiunto una diffusione significativa. In Italia, Motus-e riporta che circa il 66% dei brand automobilistici propone almeno un modello elettrico a listino, per un totale di 153 modelli disponibili, dieci volte in più rispetto a poco più di dieci anni fa. L’autonomia media omologata supera i 490 km, grazie a un miglioramento progressivo dell’efficienza delle batterie e dei sistemi di gestione dell’energia.
Sul piano infrastrutturale, il 2025 ha evidenziato un rafforzamento della rete di ricarica. In Italia risultano attivi oltre 67.500 punti di ricarica pubblici, con una copertura che raggiunge il 67% del territorio entro 5 km. A livello europeo il numero complessivo supera le 866.000 colonnine, in linea con gli obiettivi fissati per il 2030. L’elettrico diventa così sempre più compatibile con l’operatività quotidiana delle flotte.

- Normativa, fiscalità e nuove responsabilità per le imprese
Il 2025 ha segnato un passaggio rilevante anche sul fronte normativo. Il pacchetto europeo Fit for 55, l’Automotive Action Plan 2025 e l’entrata in vigore della CSRD hanno portato la mobilità aziendale al centro della rendicontazione ESG. Le emissioni legate alla flotta rientrano ora negli Scope 1, 2 e 3, richiedendo una raccolta dati più strutturata su consumi, percorrenze e tipologie di veicoli.
Il ruolo del fleet manager si è ampliato, assumendo una funzione di raccordo tra sostenibilità, gestione dei costi e politiche aziendali. Dal 2025 la tassazione dei fringe benefit favorisce i veicoli elettrici con un’aliquota ridotta al 10%, rispetto al 20% delle ibride plug-in e al 50% dei modelli endotermici, influenzando in modo diretto le car policy aziendali.
A queste misure si affiancano deducibilità più favorevoli per i veicoli elettrici ad uso aziendale e agevolazioni locali legate a bollo, accesso alle aree urbane e politiche di mobilità sostenibile.
- La traiettoria europea verso il 2030 e il 2035
Nei prossimi anni il percorso delle flotte aziendali europee verrà guidato in modo sempre più diretto dalle politiche comunitarie. Il 16 dicembre 2025, la Commissione Europea ha presentato una proposta di regolamento dedicata ai veicoli aziendali, partendo dal dato che questo segmento copre circa il 60% delle nuove immatricolazioni di auto e fino al 90% di quelle dei veicoli commerciali leggeri nell’Unione Europea. La proposta ha l’obiettivo di accelerare la diffusione dei veicoli a zero e basse emissioni nel segmento corporate.
A partire dal 2030, gli Stati membri saranno chiamati a garantire che una quota definita delle nuove immatricolazioni aziendali di auto e van da parte delle grandi imprese rientri nelle categorie a zero o basse emissioni, con un obiettivo specifico dedicato ai veicoli completamente elettrici. I target nazionali risultano differenziati per Paese, in funzione del livello di sviluppo tecnologico e del mercato, lasciando alle autorità nazionali autonomia sulle misure di attuazione.

I dati di mercato hanno confermato la centralità delle flotte aziendali nelle nuove immatricolazioni e nel volume complessivo di percorrenze annuali, mentre l’elettrificazione ha raggiunto un livello di maturità tale che rende la transizione sempre più al centro. In parallelo, l’evoluzione normativa e fiscale ha rafforzato il ruolo delle flotte come baricentro nelle strategie di sostenibilità e di pianificazione aziendale. Le decisioni prese oggi dunque, rappresentano la base su cui le imprese costruiranno la propria mobilità nei prossimi anni.
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