Audi A4 Avant e Mattia Drudi: l’unione di gioventù e potenza

Le berline Executive sono note per offrire interni eleganti, tecnologia di ultima generazione, sicurezza e attenzione all’infotainment. Audi A4 Avant va oltre: è molto più grande della versione precedente, a tutto vantaggio dello spazio interno. Il nuovo modello è il mezzo ufficiale AUDI fornito da Fratelli Giacomel a Mattia Drudi, promettente pilota della scuderia tedesca, classe 1998. Lo abbiamo intervistato per scoprire di più sulla sua storia e sulla station wagon con cui si sposterà da una gara all’altra.

 

 

- Mattia: sei un pilota giovanissimo e promettente, ci racconti brevemente la tua carriera?

 

Mattia Drudi pilota AudiMattia Drudi, pilota Audi

 

Partiamo dal presupposto che mio papà ha corso per quasi 30 anni, quindi è un’attività di famiglia. La sua competenza mi ha aiutato a crescere già nell’ambiente. Io ho iniziato in kart, come praticamente tutti i giovani piloti: ho corso dal 2005 al 2013, sono stati anni di grande esperienza, necessari per poi passare all’automobile. Con le vetture da corsa ho iniziato nel 2014: ho partecipato alla Formula 4 italiana, finendo secondo in campionato. Poi, nel 2015, sono passato alle ruote coperte, ho partecipato a 4 anni di Porsche Carrera Cup, 3 campionati italiani e il Porsche Super Cup, che si svolge nei weekend della Formula 1. A metà 2018 ho avuto l’opportunità di fare una gara del campionato GT con Audi Sport Italia, con il team di Roberta Gremignani ed Emilio Radaelli. Ho fatto 2 tappe del campionato, dove abbiamo ottenuto un podio nella gara di Vallelunga e uno nella tappa di Monza.

Da lì ho avuto la possibilità di fare i Rookie Test per Audi nel DTM (Campionato Tedesco Turismo, N.d.R.), con la RS5 DTM, a fine 2018. I test sono andati molto bene e quindi l’anno dopo ho firmato un contratto con Audi. Da inizio 2019 sono un pilota ufficiale Audi Sport.

L’anno scorso ho praticamente fatto solo gare di GT3 con la R8, e a fine anno sono entrato nel programma di Formula E, come pilota sviluppo al simulatore.

 

 

- Ad oggi quindi sei pilota Audi: cosa significa per te far parte di questa scuderia?

 

Essere parte di Audi Sport per me è motivo di vanto, oltre che un grande passo avanti nella mia carriera. Quando ho iniziato a correre il mio obiettivo era diventare pilota ufficiale di una casa automobilistica, ed essere diventato pilota ufficiale Audi per me vale tanto, anche perché Audi ha una grande storia nel Motorsport e continuerà ad averne in futuro. Essere parte di questa famiglia mi rende felice ed è davvero un motivo di orgoglio.

 

- La vettura ufficiale per i tuoi spostamenti fuori dalle piste sarà Audi A4 Avant. Cosa ti aspetti di trovare a bordo?

 

Penso che A4 Avant sia una giusta via di mezzo tra comfort e sportività, con tutti gli optional S line. Sarà sicuramente un’auto comoda per viaggiare, soprattutto dato che di strada ne faccio parecchia: per andare in aeroporto, raggiungere tutti i circuiti in Italia e anche quelli più vicini in Europa. Serviva un’auto comoda ma sono contento sia anche elegante, sia all’interno sia all’esterno. Sono molto soddisfatto.

Mattia Drudi in una gara GTMattia Drudi impegnato in una gara a bordo della sua Audi GT

 

- La sicurezza alla guida è un tema molto discusso, anche fra piloti: quali sono per te gli aspetti importanti che non possono mancare su una vettura moderna?

 

Tutto il settore automotive ha fatto grandi passi in avanti in termini di sicurezza a bordo. Molti degli “aiuti” alla guida nelle auto sono obbligatori ormai da anni, non se ne può fare a meno. La tecnologia per le vetture da strada è nettamente migliorata ed è ormai fondamentale. Personalmente ho avuto modo di provare anche altre Audi (adesso per esempio ho un’Audi A3, in attesa dell’A4 Avant) e sul tema della sicurezza mi sono sempre trovato a mio agio: tutte le Audi sono auto molto affidabili e sicure.

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- Ci accennavi di aver partecipato ai Rookie Test della Formula E, sempre con Audi. Come ti sei trovato a guidare una vettura elettrica? La preferisci alle GT che guidi di solito?

 

Una vettura elettrica è completamente diversa da un’auto tradizionale old style da corsa, penso che questo sarà il futuro anche nel mondo del Motorsport, che andrà sempre più verso l’elettrico e bisognerà adattarsi. Le differenze sono tante, la più macroscopica è che il GT è un’auto a ruote coperte, la Formula E è una monoposto, dal punto di vista del pilota è una bella differenza.

Andando sullo specifico dell’elettrico, posso dire che il modo di guidare è molto diverso.

 

Ad esempio, la gestione della potenza: con l’elettrico vai subito su, hai il 100% della potenza disponibile, della coppia. Per questo un’auto elettrica è più difficile da gestire in accelerazione: non è come una GT a benzina, più gestibile perché puoi spingere quanto vuoi finché non finisce la benzina. Nella formula E devi concentrarti sempre e molto attentamente sul risparmio energetico, per arrivare a fine gara con la giusta quantità di energia e poter spingere più degli avversari. Qui la differenza si fa negli ultimi 3/4 giri, quando ormai l’energia rimasta è poca.

 

In generale, l’auto elettrica da corsa è un po’ più complicata rispetto alla GT: ha molte funzioni sul volante e quindi bisogna studiarla bene. Rispetto alla GT, poi, ci sono più ingegneri dedicati, c’è più lavoro da fare nel weekend di gara. È un mondo completamente diverso. Audi sta investendo molto nell’elettrico e secondo me diventerà il futuro del Motorsport, quindi è giusto crederci e farne parte, anche come pilota. Io ci sto entrando ora che ho ventun’anni e per me è motivo d’orgoglio.

 

 

- L’elettrico è anche il futuro per le auto su strada, cosa ne pensi? Avrai anche tu in futuro un’auto elettrica?

 

Tutte le case automobilistiche, non solo Audi, stanno spingendo di più sull’elettrico anche come auto da tutti i giorni. È una tecnologia in cui si fanno grandi passi in avanti di anno in anno. E anche l’esperienza che Audi sta facendo in Formula E è un grande banco di prova per le tecnologie che poi si usano in strada sulle auto di tutti i giorni. La mobilità elettrica è il futuro e perché no, magari lo sarà anche la mia auto dedicata agli spostamenti su strada.

 

 

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- Ci sono molti ragazzi che avrebbero piacere a percorrere la tua stessa strada, che consiglio puoi dare? Basta solo il talento per diventare piloti?

 

Sicuramente il talento fa tanto, ma serve anche avere fortuna, bisogna trovarsi al momento giusto nel posto giusto. Anche io ammetto di aver avuto la fortuna di essere stato chiamato con i test del DTM, poi lì ho avuto la mia chance e ho tentato di sfruttarla al 100%. Il consiglio che mi sento di dare è che bisogna essere sempre preparati al 110%, bisogna allenarsi anche quando si è a casa, bisogna essere proiettati su ciò che si vuole fare. Ora questo è il mio lavoro, il mio focus principale, ma la strada è stata lunga. Di solito si inizia a correre presto, io ho iniziato a 7 anni, e questo significa che ci sono sacrifici da fare, non solo per il pilota ma anche da parte della famiglia. Io sono arrivato al punto di farlo diventare il mio lavoro e sono molto contento, ma dietro c’è stato un lavoro durato anni. Fatiche ripagate appieno, quindi non bisogna mai darsi per vinti, bisogna concentrarsi e dare il massimo. Se si sfruttano al meglio le proprie occasioni, arriveranno i risultati per cui si è lavorato.

 

 

Audi A4 AvantIl modello Audi A4 Avant personalizzato per Mattia Drudi

 

 

- Hai una citazione, una frase di ispirazione, magari ereditata dagli insegnamenti di tuo papà?

 

“Lavorare sodo e concentrarsi al massimo sull’obiettivo finale. I risultati arrivano di conseguenza”.

 

 

Io sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi, ma quello delle corse è un mondo difficile, siamo in tanti a voler fare i piloti. A volte però non basta solo essere bravi e dare tutto quello che si ha, ma bisogna anche avere un pizzico di fortuna. Considerate che i piloti ufficiali in GT sono 10/12, poi ci sono i piloti DTM e Formula E, quindi in tutto comunque meno di 20, e le case automobilistiche sono poche. Mio papà mi ha insegnato, come dicevo, a lavorare sodo, che poi i risultati arrivano. E la fortuna aiuta gli audaci

 

Audi A4 AvantIl modello Audi A4 Avant personalizzato per Mattia Drudi 

 


- Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

 

I prossimi mesi saranno molto intensi. Con il GT inizieremo il campionato italiano il 19 luglio, dove correrò 6 gare su 8. Oltre al campionato italiano parteciperò al GT World Challenge, che è il campionato europeo, il GT3. Poi farò 3 gare del VLN (il Nürburgring Endurance Cup, N.d.R.) sul leggendario circuito del Nordschleife. A fine settembre è prevista la “24 ore” che secondo me è la gara più importante dell’anno. Inoltre, parteciperò al lavoro di sviluppo della macchina della formula E, e anche quello mi terrà molto impegnato. A causa dell’emergenza sanitaria tutto ciò che si doveva fare in 12 mesi è stato compresso in 5. Nei prossimi 16 weekend, 15 sono di gara. Insomma, mi aspetta un periodo davvero impegnativo.

 

Grazie a Mattia Drudi per averci raccontato di più sul mondo delle auto da corsa! Qui sotto trovi un approfondimento sull’auto ufficiale degli spostamenti di Mattia, Audi A4 Avant.

 

 

Audi A4 Avant: potente, elegante, tecnologica e sicura 

 

Ad un esterno elegante anche se sportivo, Audi A4 Avant abbina interni semplici ma raffinati e intuitivi da usare. I numerosi rivestimenti in alluminio e plastica morbida esaltano gli spazi e completano un abitacolo confortevole. La tecnologia non manca: Audi A4 Avant è dotata di cruscotto con un luminoso widescreen da 10” ad alta definizione, che sostituisce i tradizionali contachilometri analogici e quadranti contagiri con uno schermo configurabile con la semplice pressione di un pulsante. A disposizione anche radio DAB, Bluetooth, navigatore satellitare integrato e Apple CarPlay e Android Auto di serie.

 

 

Interni Audi A4 AvantGli interni di Audi A4 Avant

 

La sicurezza a bordo di A4 Avant non è un optional: di serie si trovano il controllo elettronico della stabilizzazione (ESC), l’ABS, l’ASR e l’EDL. Oltre ai 6 airbag, la vettura offre anche degli assistenti alla guida per identificare e prevenire i rischi di collisione, cofano pop-up per la protezione dei pedoni e funzione di blocco automatico in caso di fermo macchina in pendenza.

Il bagagliaio da 505 litri di A4 Avant è più grande rispetto alle altre berline station wagon della categoria, e rende più facile caricare gli oggetti voluminosi.

Disponibile in sette motorizzazioni, A4 Avant offre molte soluzioni da scegliere in base al proprio stile di guida.

 

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