Auto connesse: il futuro della mobilità è sempre più presente

L'auto connessa non è più una promessa: è la realtà che guida accanto a noi ogni giorno. Secondo l'Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, sono già 18,8 milioni i veicoli connessi in circolazione in Italia - oltre il 40% del parco auto nazionale. Non stiamo parlando di un mercato di nicchia: stiamo parlando di come ci muoviamo, di come le nostre auto pensano, comunicano e si aggiornano.

 

 

Indice:

- Auto connesse o connected car: cosa sono

- Connected car: sono già fra noi

- Auto connesse: quali funzioni offrono

- Connected car privacy: i nostri dati sono al sicuro?


 

Auto connesse e sistemi digitali: clicca qui sotto e scarica le "chicche" sull'infotainment del Gruppo Volkswagen!

Scarica le schede tecniche!

 

- Auto connesse o connected car: cosa sono

Un’auto connessa è un’auto in grado di comunicare in modo bidirezionale con altri sistemi al di fuori del veicolo. Questo consente alla vettura di condividere l'accesso a internet, e quindi i dati, con altri dispositivi sia all'interno che all’esterno dell’abitacolo.

 

Ci sono cinque modi in cui un veicolo può essere connesso all'ambiente circostante e comunicare con esso:

 

  • V2I “Vehicle to Infrastructure”: la tecnologia acquisisce i dati generati dal veicolo e fornisce informazioni sull'infrastruttura al conducente. Questa modalità comunica informazioni su sicurezza, mobilità o condizioni ambientali.
  • V2V “Vehicle to Vehicle”: la tecnologia comunica le informazioni sulla velocità e la posizione dei veicoli circostanti attraverso uno scambio di informazioni senza fili. L'obiettivo è evitare incidenti, evitare le congestioni del traffico e avere un impatto positivo sull’ambiente.
  • V2C “Vehicle to Cloud”: la tecnologia scambia informazioni sulle applicazioni del veicolo con un sistema cloud. Ciò consente al veicolo di utilizzare le informazioni provenienti da altri settori connessi al cloud come l'energia, i trasporti e le case intelligenti e utilizzare l’IoT.
  • V2P “Vehicle to Pedestrian”: la tecnologia rileva le informazioni sul suo ambiente e le comunica ad altri veicoli, infrastrutture e dispositivi mobili personali. Questo consente al veicolo di comunicare con i pedoni, per migliorare la sicurezza e la mobilità su strada.
  • V2X “Vehicle to Everything”: la tecnologia interconnette tutti i tipi di veicoli e sistemi di infrastruttura con un altro. Questa connettività include automobili, autostrade, navi, treni e aeroplani. Nel 2026, la V2X non è più una sperimentazione: la Cina ha già attivato oltre 500 zone pilota C-V2X su migliaia di chilometri di autostrade, mentre Europa e Stati Uniti integrano questi standard nelle infrastrutture delle smart city.


auto connesse

 

- Connected car: sono già fra noi

Secondo la ricerca dell'Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato italiano del settore ha raggiunto un valore di 3,7 miliardi di euro, con una crescita del +14%. In circolazione ci sono ormai 18,8 milioni di auto connesse - più del 40% del parco nazionale - di cui 6,5 milioni nativamente connesse tramite SIM (+16% rispetto al 2024). I box GPS/GPRS, uno strumento ormai maturo, contano 10,6 milioni di unità ma crescono solo dell'1%: il traino reale viene dai veicoli connessi di nuova generazione.

 

I numeri sui consumatori raccontano una storia altrettanto chiara: il 48% degli italiani possiede già un'auto connessa e, tra questi, il 91% utilizza regolarmente le funzionalità smart disponibili. I servizi più usati sono infotainment (91%), navigazione aggiornata in tempo reale (88%) e sistemi ADAS (82%). 

 

Scarica gratuitamente il glossario sugli ADAS!

Scarica le schede tecniche!

 

- Auto connesse: quali funzioni offrono

Avere a disposizione un’auto connessa significa poter accedere a una serie di funzionalità che semplificano la vita non solo del conducente, ma di tutti gli utenti della strada. Oggi ad esempio, le auto connesse non sono solo in grado di collegarsi allo smartphone e condividere l’ecosistema digitale: con gli assistenti vocali integrati, sei sempre connesso alla tua casa e al tuo spazio di lavoro digitale. Le e-SIM in auto e gli hotspot WiFi mantengono le auto connesse alle reti 5G e al più ampio ecosistema IoT.

 

I sistemi di rilevamento intelligenti, quando i sensori rilevano segni di stanchezza del conducente, alterano l'illuminazione e la temperatura dell’abitacolo per migliorare la vigilanza del guidatore.

 

Laser e sensori rilevano gli ostacoli che gli esseri umani potrebbero non vedere: l'auto analizza questi dati e interviene per evitare una collisione.

 

E, con la cosiddetta connettività Vehicle-to-Vehicle (V2V), i sistemi digitali presenti nelle vetture “parlano” tra loro e si scambiano automaticamente dati che offrono informazioni utili su limiti di velocità, situazione del traffico e caratteristiche della strada.

 

A queste funzioni consolidate se ne aggiungono di nuove, sempre più centrali. La manutenzione predittiva è oggi la priorità operativa numero uno per i produttori: i dati raccolti dal veicolo permettono di anticipare i guasti, ridurre le visite in officina e migliorare la soddisfazione del cliente. Gli aggiornamenti over-the-air (OTA) consentono di migliorare le prestazioni dell'auto a distanza, senza bisogno di recarsi in concessionaria. E l'intelligenza artificiale entra sempre più nell'abitacolo: l'80% degli italiani riconosce benefici concreti nell'integrazione dell'AI nei veicoli, soprattutto per sicurezza, ottimizzazione dei consumi e manutenzione predittiva, come rilevato dall'Osservatorio del Politecnico di Milano.

 

auto connesse

 

- Connected car privacy: i nostri dati sono al sicuro?

Poiché le automobili diventano sempre più connesse e l'automazione si sta trasformando in realtà, la privacy dei dati deve essere al centro del processo decisionale.

Nessuno desidera che i propri dati vengano utilizzati o venduti senza un esplicito consenso informato.

In risposta alle maggiori capacità di connessione dei beni di consumo, le autorità di regolamentazione hanno introdotto leggi sulla privacy, come il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).

 

Ci sono due modi, per le aziende, per essere conformi alla normativa: da un lato c'è l'approccio del "spuntare le caselle” e dall’altro c'è la “Privacy by design”.

  • "Spuntare le caselle". Le aziende che devono soddisfare le leggi sulla privacy trattano le normative con la classica formula: “se sei d’accordo, spunta la casella”. In questo modo l’approccio è legato al consenso da parte delle persone all’utilizzo dei propri dati.
  • “Privacy by design”. Con questo approccio le aziende integrano la privacy già nella progettazione, nell’ingegneria e nell’infrastruttura dei servizi connessi, poiché l’utilizzo dei dati in modo etico parte dalla concezione del prodotto.

 

auto connesse

 

Il tema, però, va oltre la compliance. Sempre secondo i dati dell'Osservatorio del Politecnico di Milano, il 34% degli italiani non rileva criticità nella condivisione dei dati personali in cambio di servizi a valore aggiunto - una percentuale in crescita. Allo stesso tempo, le funzionalità che richiedono raccolta dati più invasiva, come telecamere nell'abitacolo o localizzazione continua, continuano a generare resistenza.

 

I produttori che stanno costruendo fiducia nel tempo sono quelli che scelgono la strada della trasparenza: meno dati raccolti, più valore percepito dal conducente. I dati personali saranno quindi sempre più protetti, oltre che dalle normative in vigore, dalla costruzione dei software già in ottica di protezione della privacy.

 

 

Vuoi restare aggiornato sulle auto connesse e scoprire tutte le novità sulla mobilità del futuro? Clicca sul bottone qui sotto e iscriviti alla nostra newsletter! 

Iscriviti alla Newsletter

 

2026-08-31 09:16:31

Vai all'articolo successivo

Nuovo Volkswagen ID. Cross: la classe premium in formato compatto